L’Importanza delle Tempistiche di Somministrazione dei Farmaci Antitumorali

Abbiamo più volte parlato dell’importanza di conoscere le modalità di somministrazione dei farmaci antitumorali per via orale in relazione ad un determinato regime dietetico. Ancora più importante è conoscere le tempistiche di somministrazione del farmaco.

Attualmente, per molti farmaci antitumorali orali approvati dalla FDA, si raccomanda la loro somministrazione almeno 1 ora prima o 2 ore dopo un pasto, secondo le informazioni di prescrizione. Tuttavia, l’effetto a riguardo alle modalità di tempo di somministrazione di un agente antitumorale orale rispetto all’assunzione di cibo rimane poco chiaro. Come dimostrato dall’indagine effettuata negli Stati Uniti dal 2010 al 2016 analizzando la bibliografica di approfonditi studi clinici e l’analisi dell’etichettatura per farmaci antitumorali orali approvati dalla Food and Drug Administration (FDA), le informazioni relative ai tempi di dosaggio per diversi farmaci antitumorali si sono rivelate non ottimali, portando a una biodisponibilità subottimale del farmaco e, quindi, a concentrazioni plasmatiche ridotte del farmaco stesso (J Oncol Pharm Practice 0(0) 1–5, 2018, DOI: 10.1177/1078155217752535). 

Questo risultato suggerisce la necessità di ricalibrare regolarmente le informazioni contenute nel foglietto illustrativo a riguardo ai tempi di dosaggio dei farmaci antitumorali orali al fine di minimizzare i rischi di compromissione dell’efficacia o di tossicità del farmaco.

Ben 22 dei 44 farmaci oncologici per via orale attualmente in uso negli USA (50%), sono stati approvati per essere amministrati senza restrizioni a riguardo l’assunzione di cibo. L’effetto del tempo di dosaggio in termini pre-prandiale rispetto a quello postprandiale sulla biodisponibilità del farmaco è stato esaminato in solo 2 farmaci (9%), cioè per ibrutinib e axitinib. Per 14 farmaci (32%) per i quali la prescrizione indica da somministrare a stomaco vuoto, in realtà in solo 5 di essi (36%) sono stati condotti studi sulla tempistica alimentare cioè per erlotinib, abiraterone, nilotinib, lapatinib, e sonidegib. Per gli altri 9 non sono stati mai effettuati studi in merito alla loro tempistica di assunzione rispetto al cibo.

Tanto è vero che per i farmaci erlotinib e nilotinib, i picchi di concentrazioni plasmatiche (AUC) sono aumentati del 33% e del 44%, rispettivamente, quando sono stati somministrati 2 ore dopo il cibo rispetto a quando somministrati almeno 1 ora prima del pasto. Addirittura, il valore AUC per i due farmaci era leggermente superiore del 15% e 33% già prima delle 2 ore dopo lo stato prandiale rispetto allo stato di digiuno pre-prandiale di 1 h. 

Questi risultati evidenziano come sia importante conoscere le istruzioni ottimali relative ai tempi di somministrazione dei farmaci antitumorali per migliorare l’equilibrio dei benefici contro rischi di trattamento antitumorale e migliorare la compliance del paziente, entrambi fattori cruciali per la pratica clinica oncologica.

Sfortunatamente, come mostrato dal sondaggio della letteratura e analisi delle informazioni rilasciate per i farmaci, le informazioni sull’etichettatura relative tempi di dosaggio per diversi farmaci antitumorali, come lapatinib, ibrutinib e abiraterone, potrebbero non essere ottimali, portando a una ridotta biodisponibilità con valori plasmatici dei farmaci non in regola con quelli terapeutici. 

Infine, va anche evidenziato come la composizione del cibo influenza notevolmente la biodisponibilità di un farmaco, per cui occorrono ulteriori studi che valutino l’impatto della composizione del cibo sulla natura delle interazioni farmaco-cibo.

Per questo motivo, gli oncologi e tutti i professionisti del settore sanitario dovrebbero essere consapevoli del potenziale risultato clinico non ottimale in caso di differenti tempi di dosaggio di un farmaco antitumorale con riferimento al cibo e alla sua composizione.

Nessun commento

No comments yet.

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a comment

WordPress Themes

Translate »