Il Te Verde riduce l’efficacia del Nadololo, noto beta-bloccante.

Green-teaIn uno studio pubblicato il 13 Gennaio 2014 su Clinical Pharmacology & Therapeutics è stato riportato che bere te verde può comportare una riduzione plasmatica del Nadololo, noto beta-bloccante, con conseguente riduzione della sua efficacia antiipertensiva. Il Nadololo è prescritto per l’ipertensione e angina pectoris, ed è in uso in molti paesi sebbene esso sia meno potente rispetto ad altri classici beta-bloccanti come il Metoprololo e l’Atenololo. I ricercatori hanno dimostrato che la riduzione della pressione sanguigna per effetto di una singola dose di Nadololo era più debole dopo che i pazienti volontari avevano bevuto circa 2 tazze al giorno di tè verde per un periodo di 2 settimane. In alcuni casi si è osservata una riduzione della dose plasmatica fino al 76%. Gli autori hanno dimostrato che in esperimenti di coltura cellulare, il tè verde sembra inibire il trasportatore di efflusso cellulare anionico OATP1A2, presente nell’epitelio intestinale ed almeno in parte responsabile del trasporto del Nadololo nelle cellule. Precedenti studi in vitro hanno, infatti, dimostrato che le catechine contenute nel te verde sono in grado di inibire i trasportatori di efflusso di membrana come la glicoproteina-P (P-gp), il OAP1A1, e OATP1A2, ed il  Nadololo è proprio un substrato del trasportatore OATP1A2. Comunque, bisogna evidenziare che lo studio effettuato si è basato su un numero limitato di pazienti per cui i risultati ottenuti devono essere ulteriormente confermati con una casistica più ampia per trarne conclusioni definitive. Inoltre, i risultati riportati con questo studio non permettono di generalizzare le interazioni con altri beta-bloccanti sebbene sia sempre necessario muoversi con cautela quando si fa uso di questa classe di farmaci in presenza di te verde. E’ attualmente in corso uno studio clinico in cui si sta valutando l’effetto del te nero, da molti ritenuto molto più efficace nel modificare la biodisponibilità dei farmaci, e i cui risultati saranno a breve disponibili.

(link:  http://www.nature.com/clpt/journal/vaop/naam/pdf/clpt2013241a.pdf).

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