Cosa, Come e Quanto ne Sappiamo.

Epilepsy_Drugs Capire gli effetti degli alimenti assunti quotidianamente sull’attività dei farmaci può favorire il compito dei professionisti sanitari nell’adottare le dovute precauzioni nella contemporanea assunzione di cibo e farmaci. Infatti, molti nutrienti possono interagire con i farmaci sia a livello farmacocinetico che farmacodinamico e molto spesso i risultati finali non sempre sono prevedibili. Questi imprevisti non solo possono ridurre l’effetto terapeutico sperato ma anche far nascere seri effetti tossici collaterali. Lo scopo di questo sito web è quello di fornire informazioni a riguardo delle più recenti acquisizioni scientifiche nelle problematiche che riguardano le interazioni tra Farmaci e Nutrienti. Esplora liberamente e lascia un tuo commento. Grazie!

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 FuturoRemoto 2018. RI-GENERAZIONI – 8-11 Novembre Città della Scienza

Domani inizia l’evento e io con i miei colleghi del Dipartimento di Farmacia siamo li ad aspettarvi!!

Una giornata ricca di eventi stimolanti per tutti!!

 

 

 

 

 

 

 

Ore 10-12: Ri-Educhiamo ad un buon uso dei Farmaci

Download la presentazione!!!

 Le interazioni di Succhi di Frutta diversi dal Pompelmo con Farmaci: Aspetti da non sottovalutare

 Non tutte le interazioni farmaco-cibo provocano reazioni avverse classificate come deleterie per il paziente o per la riuscita della terapia farmacologica in atto. Anzi, alcune interazioni possono migliorare la biodisponibilità di un farmaco incrementando la sua concentrazione ematica al fine di realizzare un beneficio terapeutico.

E’ il caso, per esempio, delle interazioni tra succo d’arancia e fumarato ferroso, succo di limone con il radiofarmaco 99mTc-tetrofosmina, succo di melagrana con ferro durante emodialisi, succo di mirtillo nella tripla terapia per eradicare l’ Helicobacter pylori, succo di mirtillo in presenza di etanercept (usato nel trattamento di terapie autoimmunitarie), succo di lime in terapia con antimalarici e, infine, succo di erba di grano (una delle ultime ritrovate in termini di succhi con effetti benefici) associato nelle chemioterapie.

Le potenziali interazioni avverse con esito negativo sono, invece, quelle che generano una diminuzione della biodisponibilità del farmaco.

Quelle più comunemente note a livello clinico, sono il succo di mela con fexofenadina (antistaminico molto noto), atenololo e aliskiren; succo d’arancia con aliskiren, atenololo, celiprololo, montelukast, fluorochinoloni e alendronati; succo di pomelo (Citrus maxima) con il sildenafil; succo d’uva con la ciclosporina.

Altre interazioni generano un incremento di biodisponibilità con più elevate concentrazioni ematiche del farmaco. Queste possono dare origine a molte reazioni avverse. Tra l più comuni dal punto di vista clinico, possiamo ricordare  il succo d’arancia di Siviglia con la felodipina, il succo di pomelo con la ciclosporina, e con antiacidi contenenti alluminio.

A differenza del succo di pompelmo ricco di furanocumarina che può generare primariamente le interazioni farmacologiche mediante una forte inibizione del citocromo P450 3A4 e della P-glicoproteina e quindi causare esiti anche mortali in seguito alla  co-ingestione con alcuni farmaci, gli altri succhi di frutta non danno origine a interazioni pericolose, nonostante casi sporadici. 

In ogni caso possono inficiare la riuscita terapeutica in modo serio. La gravità e la natura di un’interazione tra succo di frutta e farmaco è relazionata al volume di succo di frutta, alla varietà di frutta, tipo di frutta, tempo tra l’assunzione di cibo e farmaco, polimorfismo genetico negli enzimi, trasportatori e variabili antropometriche. I farmacisti e gli operatori sanitari dovrebbero monitorare adeguatamente e istruire i pazienti sulle potenziali interazioni tra succhi e farmaci per minimizzare il verificarsi delle reazioni avverse. Molta attenzione dovrebbe essere rivolta soprattutto verso gli adolescenti e agli anziani che assumono farmaci in presenza di succhi di frutta o che consumano frutta fresca durante un trattamento farmacologico, specialmente in presenza di farmaci antistaminici per il trattamento di allergie.

Per un approfondimento sulle potenziali interazioni succhi di frutta con farmaci si rimanda al lavoro pubblicato su Journal of Food and Drug Analysis, 26 (2018), SS61-SS71.

 L’Antiistaminico Fexallegra (Fexofenadina) e le Interazioni con i Succhi di Frutta

La Fexofenadina, in vendita in Italia col nome di Fexallegra (Allegra in USA) è un antistaminico non sedativo disponibile sia su prescrizione che come OTC senza prescrizione medica. La Fexofenadina non è altro che il metabolita attivo della Terfenadina, non più usata per diversi seri effetti collaterali. Da quando è diventato disponibile da banco, oltre ad essere approvato per i bambini (dai 12 anni in poi), questo farmaco è diventato probabilmente ancora più popolare per tutte quelle persone affette dai sintomi allergici.

Proprio per la sua elevata popolarità è importante che le persone sappiano che l’assunzione di Fexallegra insieme a vari succhi di frutta, in particolare succo di arancia e pompelmo, riduce il suo assorbimento per più di un terzo, rendendo quindi il medicinale meno efficace.

La fexofenadina viene assorbita a livello intestinale grazie a un sistema di trasporto presente su cellule che rivestono l’intestino tenue e denominato OATP, ossia trasporto polipeptidico di anioni organici. Il sistema di trasporto OATP aiuta diverse sostanze chimiche (e diversi farmaci) ad attraversare le membrane biologiche che sono altrimenti impermeabili ad essi. I succhi di frutta, come il succo di pompelmo, succo d’arancia e succo di mela contengono composti che inibiscono le OATP e quindi limitano l’assorbimento di Fexofenadina a livello intestinale.

Sfortunatamente, non ci vuole molto succo di frutta perché questa inibizione si verifichi. Infatti, già il consumo di bevande analcoliche contenenti il 5% di succo può causare l’inibizione delle OATP. Ovviamente, il risultato finale dipende anche dalla quantità di succo di frutta utilizzato. Si stima che l’assunzione di fexofenadina con un regolare succo di frutta, può ridurre l’assorbimento di quasi il 40%, rendendo il medicinale molto meno efficace per il trattamento dei sintomi allergici.

Poiché i componenti attivi del succo di frutta che inibiscono l’assorbimento del farmaco sono presenti anche nel frutto intero, è consigliabile che anche le arance intere, il pompelmo o le mele vengano limitate durante il periodo di trattamento del farmaco.

Pertanto, è importante per una persona che assume Fexallegra, limiti l’uso di frutta fresca o succhi di frutta nell’arco temporale prossimo all’assunzione del farmaco (2 ore prima o 2 ore dopo).

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