Cosa, Come e Quanto ne Sappiamo.

Epilepsy_Drugs Capire gli effetti degli alimenti assunti quotidianamente sull’attività dei farmaci può favorire il compito dei professionisti sanitari nell’adottare le dovute precauzioni nella contemporanea assunzione di cibo e farmaci. Infatti, molti nutrienti possono interagire con i farmaci sia a livello farmacocinetico che farmacodinamico e molto spesso i risultati finali non sempre sono prevedibili. Questi imprevisti non solo possono ridurre l’effetto terapeutico sperato ma anche far nascere seri effetti tossici collaterali. Lo scopo di questo sito web è quello di fornire informazioni a riguardo delle più recenti acquisizioni scientifiche nelle problematiche che riguardano le interazioni tra Farmaci e Nutrienti. Esplora liberamente e lascia un tuo commento. Grazie!

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 Gli Effetti del Licopene sul CYP450 e sulla Glicoproteina P

Il licopene è un carotenoide contenuto prevalentemente nel pomodoro (Solanum lycopersicum) e suoi derivati da cui prende anche il nome e nei quali rappresenta il 60% del contenuto totale in carotenoidi. La quantità di licopene è comunque influenzata dal livello di maturazione del pomodoro, ed è stato calcolato che in pomodori rossi e maturi si può stimare fino ad un contenuto di 50 mg/kg di licopene, mentre la concentrazione scende a 5 mg/kg nelle varietà gialle. Altre fonti naturali di licopene sono meloni, il guava ed il pompelmo rosa. La concentrazione di licopene nel siero umano è strettamente correlata all’assunzione prolungata degli alimenti che lo contengono mentre la sua biodisponibilità sembra essere più elevata nei prodotti trattati termicamente (ad esempio salse di pomodoro) rispetto ai prodotti crudi.

Recentemente è stato pubblicato un lavoro in cui è riportato lo studio relativo all’effetto del Licopene sugli isoenzimi del citocromo P450 (CYP) e la glicoproteina P (P-gp).  Nel presente studio pubblicato sulla rivista scientifica International Journal of Food Sciences and Nutrition (pubblicato online l’11 gennaio 2018), è stata valutata l’attività del licopene sugli enzimi CYP3A4, CYP2C19, CYP2D6 e CYP2E1, e sulla glicoproteina P.

Questo studio ha messo in evidenza che non vi è azione inibitoria da parte del Licopene sugli enzimi CYP3A4, CYP2C19, CYP2D6 fino ad una dose di 100 mM, mentre ha mostrato esercitare azione inibitoria sull’isoenzima CYP2E1. Inoltre, non è stata osservata alcuna azione inibitoria sulla glicoproteina P.

In virtù di questo studio dovrebbe esserci una particolare attenzione quando si assume il licopene con l’alimentazione per periodo prolungati e somministrato con farmaci metabolizzati dal CYP2E1 come ad esempio il Chlorzoxazone, convertito a 6-idrossi-Chlorzoxazone.

Il Chlorzoxazone è un miorilassante ad azione centrale usato per trattare lo spasmo muscolare e il conseguente dolore agendo sul midollo spinale abbassando i riflessi. Viene venduto anche in combinazione con l’acetaminofene (paracetamolo), metabolizzato anch’esso dallo stesso enzima. Altri farmaci metabolizzati da questo enzima sono il Paracetamolo, Zoplicone, Teofillina, Aspartame e l’Alcool Etilico. Farmaci induttori di questo enzima sono, invece, il Clofibrato, Fenelzina, Isoniazide, Rifampicina, l’acido Ursodeossicolico.

La conoscenza di questi fattori può limitare la ridotta o non riuscita terapia farmacologica e l’l’incremento di effetti avversi con l’uso di particolari farmaci.

 Il ruolo della Glicoproteina P (P-gp) nello Sviluppo della Multiresistenza nella Terapia Antitumorale

Una delle principali cause di fallimento nella chemioterapia antitumorale è dovuta alla comparsa di processi di multiresistenza (MDR) delle cellule tumorali al farmaco. La glicoproteina P (P-gp), una pompa di efflusso coinvolta nei processi di entrata/uscita di componenti dall’ambiente cellulare, è responsabile anche dell’entrata di un farmaco all’interno della cellula. Il suo ruolo è stato ampiamente studiato per la sua associazione con la nascita della MDR dovuta ad un processo di sovraespressione della P-gp nelle cellule tumorali. Da diversi anni si stanno studiando a livello clinico, inibitori o modulatori della P-gp nella speranza di aggirare l’MDR, e incrementare il successo terapeutico. Purtroppo, ad oggi sono stati ottenuti solo limitati successi. Per questo motivo, attualmente vengono attivamente perseguite strategie alternative, come la modifica strutturale di farmaci esistenti, lo sviluppo di nuovi farmaci o la combinazione con i farmaci antitumorali di nuovi agenti per eludere l’efflusso dipendente dalla P-gp. Molti di questi studi, sebbene siano di notevole importanza, sono stati intrapresi principalmente senza una conoscenza preliminare delle modalità con cui i farmaci interagiscono con la P-gp a livello molecolare.

Proprio negli ultimi giorni del 2017 è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Medicinal Chemistry un interessante lavoro dove vengono discusi i progressi e le sfide che impediscono lo sviluppo di farmaci per inibire o eludere la P-gp (Inhibit or Evade Multidrug Resistance P-Glycoprotein in Cancer Treatment. Deepali Waghray, D.;  Zhang, Q. Publication Date (Web): December 18, 2017 (Perspective).

Il superamento di questa sfida rappresenterà sicuramente una pietra miliare nella terapia antitumorale convenzionale. Ma nell’attesa che si riesca a raggiungere questo traguardo, per i pazienti in terapia antitumorale bisogna valutare attentamente la nutrizione per impedire che si verificano processi di attivazione o inattivazione della pompa P-pg per non inficiare la riuscita terapeutica.

 Rischio di Epatotossicità dei Supplementi della Dieta

Durante l’annuale meeting AASLD (Società americana per lo studio delle malattie epatiche) “The Liver Meeting 2017” che si è tenuto a Washington dal 20-24 Ottobre 2017, e al quale hanno partecipato quasi 9500 specialisti da tutto il mondo, è stato presentato uno studio in cui si evidenzia come gran parte degli integratori contenenti un dichiarato principio attivo naturale, in realtà contengono ingredienti che non compaiono in etichetta. In base ai dati forniti dal DILIN (Drug Induced Liver Injury Network) l’istituto americano formato da sei centri clinici in tutto il paese, le analisi chimiche effettuate su molti prodotti non hanno trovato il contenuto dichiarato in etichetta.  Più precisamente, in più della metà dei campioni forniti dai pazienti registrati al DILIN così come la gran parte dei prodotti utilizzati da chi pratica il bodybuilding, presentano etichette inaccurate o prive di altri potenziali principi attivi. In ogni caso molti di questi Supplementi della Dieta contengono ingredienti epatotossici non segnalati in etichetta, i quali in seguito ad un uso sregolato possono creare gravi danni epatici. Se si considera che quasi il 50 per cento degli americani li consuma ritenendoli sicuri e utili per la salute o per migliorare le prestazioni sportive, sessuali, muscolari, e per dimagrire, si comprende allora come grave possa essere questo problema.

Gli agenti principalmente implicati includono gli steroidi anabolizzanti, estratto di tè verde e integratori nutrizionali multi-ingredienti. Gli steroidi anabolizzanti, commercializzati come supplementi nella pratica del bodybuilding, possono indurre una prolungata lesione epatica colestatica. L’estratto di tè verde, utilizzato per bruciare grassi e quindi nel ridurre peso corporeo, e molti altri prodotti, al contrario, tendono a causare una lesione acuta tipica nelle patologie associate all’epatite.

Attualmente, però, la maggior parte dei casi di danni epatica è dovuta agli integratori nutrizionali multi-ingredienti, e il componente responsabile della tossicità è di solito sconosciuta o può essere solo sospettato.

A questo importante evento scientifico il dott. Victor J. Navarro, epatologo dell’Einstein Medical Center di Philadelphia, che da anni studia questo fenomeno ha presentato dati molto allarmanti. Basti pensare che dall’analisi chimica di molti prodotti è stato possibile individuare la presenza di arsenico, cadmio, mercurio, piombo e antimonio in percentuali molto elevate fino al 56%. Purtroppo questa situazione è dovuto alla mancanza di controlli adeguati su prodotti che non sono definiti farmaci, e quindi non sono soggetti alle dure prove di sicurezza ed efficacia alle quali sono sottoposti i farmaci, ma possono avere effetti molto gravi, con danni epatici tali da condurre anche al trapianto d’organo. Negli USA è stato creato un sito governativo denominato Livertox, (https://livertox.nih.gov/), che raccoglie le segnalazioni di medici e pazienti, e che indica possibili criticità a livello epatico di supplementi della dieta a base di erbe o presunti tali.

Un’analisi più dettagliata dal punto di vista scientifico è stata pubblicata dallo stesso Dr Navarro proprio in questi giorni sulla prestigiosa rivista Hepatology (Vo. 65, pag. 363-373, 2017). E’ possibile visionare il lavoro scientifico al seguente link: http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/hep.28813/abstract

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