Cosa, Come e Quanto ne Sappiamo.

Epilepsy_Drugs Capire gli effetti degli alimenti assunti quotidianamente sull’attività dei farmaci può favorire il compito dei professionisti sanitari nell’adottare le dovute precauzioni nella contemporanea assunzione di cibo e farmaci. Infatti, molti nutrienti possono interagire con i farmaci sia a livello farmacocinetico che farmacodinamico e molto spesso i risultati finali non sempre sono prevedibili. Questi imprevisti non solo possono ridurre l’effetto terapeutico sperato ma anche far nascere seri effetti tossici collaterali. Lo scopo di questo sito web è quello di fornire informazioni a riguardo delle più recenti acquisizioni scientifiche nelle problematiche che riguardano le interazioni tra Farmaci e Nutrienti. Esplora liberamente e lascia un tuo commento. Grazie!

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 Ecco una Tabella Aggiornata delle più comuni Interazioni Farmaco-Cibo!

I farmaci possono trattare e curare molti problemi di salute, sebbene debbano essere presi correttamente per garantire che siano sicuri ed efficaci. La dieta e lo stile di vita possono talvolta avere un impatto significativo sull’attività farmaci e sulla riuscita terapeutica.  L’interazione del cibo e dei suoi nutrienti con un farmaco è una situazione in cui l’attività di un farmaco può risultare modificata, ovvero gli effetti farmacologici possono essere aumentati o diminuiti, oppure si possono generare effetti potenzialmente dannosi per il paziente. Queste interazioni possono verificarsi per uso improprio, accidentale o per mancanza di conoscenza dei principi attivi coinvolti nelle sostanze pertinenti. Oramai è ben noto che a riguardo delle interazioni farmaco-cibo, medici e farmacisti riconoscono che alcuni alimenti e farmaci, se assunti contemporaneamente, possono alterare le proprietà funzionali di un determinato cibo o farmaco. Interazioni clinicamente significative, che comportano potenziali danni al paziente, possono derivare da alterazioni nelle proprietà farmaceutiche, farmacocinetiche o farmacodinamiche di un farmaco. Alcune interazioni possono essere sfruttate, a beneficio dei pazienti, ma più comunemente le interazioni farmacologiche con gli alimenti o i nutrienti del cibo, provocano eventi avversi. Pertanto, è consigliabile che i pazienti seguano le istruzioni del medico e le indicazioni del farmacista per ottenere i massimi benefici riducendo al minimo le interazioni farmaco-cibo e farmaco-nutrienti.

La tabella allegata fornisce informazioni sulle più importanti e clinicamente provate interazioni tra diversi alimenti e farmaci e può risultare di aiuto ai medici e farmacisti nel prescrivere farmaci ed supplementi della dieta con cautela, con il preciso scopo di ottenere il massimo beneficio per il paziente.

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 Deplezioni di Nutrienti a causa delle Interazioni con Farmaci

A tutti è oramai ben noto che i farmaci sono caratterizzati da effetti collaterali che possono insorgere per svariate cause.  Quello che spesso si sottovaluta è che molti farmaci, soprattutto nel caso in cui vengano usati per una terapia continuativa, causano deplezioni di alcuni nutrienti importanti privando il soggetto di sostanze essenziali e provocando l’insorgenza di nuovi sintomi.

Nella maggior parte dei casi la nuova sintomatologia, associata alla deplezione di questi micronutrienti, è spiegata come parte della malattia di cui soffre il paziente, e pertanto si ricorre alla prescrizione di ulteriori farmaci per dare sollievo al paziente creando così un circolo vizioso che porta a continue deplezioni di sostanze fondamentali per l’organismo.

Questo fenomeno è molto critico specialmente nel caso degli anziani, soggetti all’uso di più farmaci e alle condizioni fisiologiche legate all’età, che possono impedire il riequilibrio dei micronutrienti mediante una corretta alimentazione.

Un regime dietetico adeguato ed equilibrato, infatti, non solo garantisce un apporto di nutrienti ottimali, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico dell’organismo, ma può  svolgere un ruolo protettivo nei confronti di gravi patologie dell’età avanzata.

Tuttavia, in situazioni in cui l’introduzione con la dieta di alcuni nutrienti non è sufficiente a far fronte alla carenza o quando il loro metabolismo è alterato da particolari condizioni fisio-patologiche, può essere utile il ricorso a specifici integratori alimentari.

Nella tabella allegata sono riportate le mancanze nutrizionali che possono nascere in seguito a terapia farmacologica con le più comuni categorie di farmaci utilizzati.

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 Microbiota Intestinale e Cancro: una grande opportunità!

I tumori sono malattie croniche comuni in tutto il mondo e causano gravi oneri sanitari. Attualmente sono in corso studi e dibattiti molto intensi per comprendere il ruolo svolto dal microbiota intestinale nella prevenzione e nella gestione dei tumori. Questo significa che vale la pena prestare molta attenzione agli impatti del microbiota intestinale su diversi tumori, come i tumori del colon, del fegato e della mammella. Inoltre, è stato riportato che il microbiota intestinale può influire anche l’efficacia della chemioterapia e dell’immunoterapia. Infatti, il microbioma intestinale influenza l’efficacia del blocco del sistema PD-1 e del CTLA-4, nonché di altri importanti fattori biochimici e cellulari. Tuttavia, molte domande rimangono ancora senza risposta. In primo luogo, è necessario compiere sforzi per comprendere il cambiamento nella composizione del microbiota intestinale (E Elinav, WS Garrett, G Trinchieri, J Wargo – Nature Reviews Cancer, 2019 – doi.org/10.1016/j.jsbmb.2018.07.002).  

Tra tutti i fattori che influenzano il microbiota intestinale, la dieta è la più influente ed è facilmente modificabile a causa della notevole diversità e variabilità alimentare, specialmente nei Paesi occidentali. 

I prebiotici, le fibre alimentari, gli acidi grassi a catena corta e altri composti bioattivi sono tutti importanti componenti dietetici utili per la crescita del microbiota benefico intestinale, il quale può proteggere dai tumori e promuovere la salute umana. I loro effetti benefici possono essere dovuti alla fermentazione delle fibre alimentari, al metabolismo dei fitochimici, alla sintesi di estrogeni e alle interazioni con chemioterapie e immunoterapie (A Elkrief, L Derosa, L Zitvogel, G Kroemer, B Routy – Gut microbes, 2019 – Taylor & Francis – doi.org/10.1080/19490976.2018.1527167).

Attualmente, il più facile accesso ai dati relativi al genoma delle cellule umane e del microbiota ha permesso di fare notevoli progressi nel comprendere le relazioni tra il microbioma e lo sviluppo di particolari patologie definite critiche per l’impatto che hanno nella vita sociale.  Una grande sfida che si pone oggi è rappresentata nello svelare il modo in cui integriamo i dati del microbioma in approcci di medicina di precisione per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di malattie come il cancro. Il tratto gastrointestinale (GI) è il luogo del nostro corpo non solo più densamente popolato di microrganismi, ma anche con la più elevata diversità genomica. Il carcinoma colorettale (CRC) è il terzo tumore più diffuso al mondo ed è in aumento negli individui di età inferiore ai 50 anni. Questa patologia, tra l’altro critica e debilitante, è associata a specifici fattori dietetici e schemi alimentari che influenzano il microbiota intestinale. Pertanto, la natura del microbiota può essere determinante per la prevenzione, la diagnostica e la terapia del CRC grazie anche all’uso di specifici agenti batterici.

La manipolazione del microbiota intestinale nel tentativo di migliorare i risultati clinici rappresenta un altro importante traguardo in oncologia. Attualmente sono allo studio diversi metodi per manipolare in modo benefico il microbiota intestinale, mediante l’uso di prebiotici, probiotici, trapianto di microbiota fecale o mediante l’uso di una capsula carica di batteri. Tutti questi studi sono in fase di sperimentazione e ulteriori studi sono in corso per comprendere la biologia, la farmacocinetica, la durata ottimale di questi potenziali interventi al fine di migliorare i risultati dei pazienti affetti da cancro.

Pertanto, la natura del microbiota può essere determinante per la prevenzione, la diagnostica e la terapia del CRC grazie anche all’uso di specifici agenti batterici. Questa sarà sicuramente l’arma più efficace che oggi disponiamo per affrontare la lotta non solo verso il CRC ma in tutte le altre forme tumorali. E’ proprio il caso di dire che il Microbiota e la sua manipolazione, rappresenta il più valido farmaco del futuro (WS Garrett – Science, 2019 – DOI: 10.1126/science.aaw2367). 

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